Isladio
Della Vecchia, poi padre Giovanni, nacque a San Ginesio da Enrico e Anna Bordi.
Era il terzogenito di una famiglia numerosa: I primi due fratelli, Florindo e
Duilio, erano nati in Argentina, dove il primogenito sarebbe in seguito
diventato rappresentante consolare d'Italia a Santa Fé.
In realtà la nascita in Argentina
era conseguenza di una esperienza di emigrazione fatta
dal padre Enrico e terminata prima della nascita di Isladio,
della nascita delle due sorelline, entrambe morte in tenera età, e della
nascita dell'ultimo dei fratelli, Glorio, che, giovane forte e coraggioso, morì
da partigiano nel 1943, non lontano dalla casa paterna.
Isladio
sentì "la chiamata del Signore" e la sua scelta si orientò verso il
Terzo Ordine Regolare dei Francescani del suo paese natale. Compì gli studi
ginnasiali e l'anno di noviziato nel seminario serafico di S. Antonio da Padova
in Francavilla d'Ete (AP).
Terminò in anticipo gli studi condotti prima a San Ginesio e poi ad Assisi. Qui
il 20 gennaio 1935 fu ordinato sacerdote e prese il nome di Padre Giovanni.
Subito dopo l'ordinazione fu il
"prefetto dei ragazzi" del seminario serafico di Francavilla
e solo due anni più tardi venne chiamato presso la
Curia Generalizia di Roma, con l'incombenza di Vice Parroco della Basilica dei Ss. Cosma e Damiano. In questo luogo e con questo incarico
visse gli anni difficili della seconda guerra mondiale, maturando la sua
personalità di "religioso-uomo" e "uomo-religioso".
In quegli stessi anni divenne la
guida spirituale del Cav. Ernesto Apuzzo.
Gli fu vicino e lo incoraggiò nell'ideazione e nella realizzazione del grande complesso della Società Tirrena di Assicurazione e
Capitalizzazione. Nell'ambito di questa Società Padre Giovanni divenne l'amico
e il consigliere di tutti, il "socio" che sa
portare a tutti la parola del Vangelo e sa interpretare le esigenze e i
problemi nuovi dell'uomo moderno.
Sotto questa veste e con questo
stesso spirito Padre Giovanni fondò la Società cinematografica PAX Film e fu la
mano destra del Ministro Generale dell'Ordine, Padre Giovanni Parisi, nel restauro e ammodernamento della Curia
Generalizia dell'Ordine.
Nel 1947 il Padre Della Vecchia
rientrò nella Provincia religiosa come Superiore del seminario serafico di
Massa Martana (Perugia). Il
soggiorno, breve ma operoso, fu caratterizzato dalla ristrutturazione
dell'edificio ormai obsoleto e non più rispondente alle necessità della sua
peculiare destinazione.
L'ammirazione e la stima dei
confratelli rese breve quel soggiorno. Nel 1948 Padre
Giovanni fu infatti eletto Ministro Provinciale,
carica che ricoprì per nove anni, dotando la sua Provincia religiosa di
conventi e seminari moderni, aprendo scuole e fondando una missione in
Paraguay. Questo esempio fu di sprone alle altre Province dell'Ordine che,
subito dopo, moltiplicarono le attività missionarie, soprattutto nell'America
Latina.
L'ardimento e la concretezza
caratterizzano l'uomo religioso e la sua opera. Il suo programma è quello di
"dare ideali" da perseguire ai suoi frati. E' in questa
ottica che va inquadrata l'opera ultima e più impegnativa della sua
vita, cioè il ritorno del Terzo Ordine Regolare di san Francesco a Milano.
Da 200 anni, cioè
dai tempi dell'imperatore Giuseppe II, l'Ordine non aveva più la sede di
Milano. Quella sede milanese era stata tanto vitale in passato da dare il nome
di "Congregazione Lombarda" alla Provincia francescana del Nord.
Padre Giovanni prese i primi
contatti con l'Arcivescovo di Milano, Cardinal Montini,
che sarebbe diventato papa nel 1963 con
il nome di Paolo VI. Il consiglio dl Card. Montini di "passare per la periferia e officiare
una parrocchia" fu preso nella dovuta considerazione ed accettato.
Il 7 ottobre 1959, in zona Cascina Arzaga, si apriva un nuovo capitolo di storia per il Terzo
Ordine Regolare Francescano nella Lombardia. Da quel prato della periferia
milanese, infatti, nell'aprile del 1960 nacque una doppia baracca di legno, la
casa di Dio, sogno, gioia, trepidazione e preoccupazione di Padre Giovanni e
Padre Egidio, "per fare un po' di bene nel nome di Criso
e con l'arte di S. Francesco". Il 2 giugno 1960, nello stesso anno in cui
Padre Giovanni celebrava il venticiquesimo del suo
sacerdozio, il Card. Montini, con suo decreto, eresse
la parrocchia dei Ss.
Patroni d'Italia, dedicata a S. Francesco di Assisi e S. Caterina da Siena, nominandone
primo Prevosto Padre Giovanni.
In mezzo a preoccupazioni e
sacrifici, portando avanti un discorso ardito e costruttivo, sempre animato
dallo spirito francescano del "chi mi dà una pietra avrà un tesoro in
cielo, chi mi dà due pietre avrà due tesori in cielo…", Padre Giovanni ha in mente un grande progetto: "Dio vuole una casa;
Dio deve avere la sua casa in mezzo alle nostre case". "La faremo
grande, bella, comoda, da soddisfare ogni sentimento ed ogni più raffinato
gusto". E la casa di Dio prese forma.
Nel 1963, il 21 giugno, festa del
Sacro Cuore e giorno dell'elezione di Paolo VI, iniziarono i lavori per il
complesso parrocchiale, costituito dall'abitazione dei religiosi, dai locali
per adunanze e Oratorio, e da un pensionato per "quanti vanno a Milano per
studio o per lavoro". E' con queste premesse che prende
vita l'“Oasi di S. Francesco”. La parola oasi vuole sottolineare
quanto l'edificio voglia rispondere alle necessità della società contemporanea.
L'oasi è un punto di ritrovo e ristoro in mezzo al deserto. E niente è più
simile al deserto di una grande città dove, in mezzo
alla folla, ci si può sentire soli come in nessun altro luogo. Il Pensionato
dei Francescani di Milano, con i suoi sette piani, e le sue 180 stanze
essenziali e funzionali, con la sua biblioteca, l'aula per le riunioni e il suo ristorante deve funzionare da punto di aggregazione per studenti, uomini d'affari e turisti.
Di questo gigantesco complesso
architettonico, di questo immenso e antesignano progetto, Padre Giovanni è
l'unico responsabile. Solo lui sa quanti sacrifici e quante preoccupazioni
questa grandiosa opera gli è costata, ma lui è capace di affrontare e superare
tutto con prudenza e lungimiranza. Quando nel 1967 può presentare complesso e chiesa quasi terminati, non sembra troppo scosso
dalle esclamazioni di meraviglia degli amici e dei tanti presenti; per lui
infatti è naturale essere sempre pronto "a fare" per il bene della
Chiesa e dell'Ordine a gloria di Dio.
Sempre " in cammino con
nuovi programmi", con un'anima francescana rispondente ai nuovi tempi del
Concilio Vaticano II, la morte lo colse a Roma, nel febbraio 1969, in mezzo a numerosi
confratelli mentre partecipava al Capitolo Generale, nella Casa Generalizia dei Ss. Corsma
e Damiano.
La stampa diffuse la notizia
della dipartita dal mondo di Padre
Giovanni. Davanti alla salma composta nell'umile saio francescano sfilarono
umili e potenti. Tra questi il Cardinal Colombo di Milano che
si espresse favorevolmente affinché nella chiesa dei Santi Patroni d'Italia
fosse tumulato il suo fondatore.
La salma di Padre Giovanni venne traslata all'interno del tempio milanese, in un fianco
della cappella laterale. Lì una grande pietra grezza,
sormontata da un bassorilievo in terracotta della scuola del Beato Angelico,
raffigurante Cristo sacerdote tra angeli osannanti, è la tomba di Padre
Giovanni Della Vecchia, che "curò la costruzione di questa casa, fu
prevosto e vera guida del gregge, per la grandezza del cuore".
Fonti:
La persona e l'opera, a cura della Comunità T.O.R.
di Milano
e gli
articoli:
"Pensionato «Oasi di S.
Francesco»", L'Italia, 17
settembre 1968
"Concerti e cori per S. Francesco",
La
Notte, 27 settembre 1968
"Venerdì la consacrazione
della chiesa dei Ss.
Patroni", L'Italia, 2 ottobre
1968
"Dedicata una chiesa ai
patroni d'Italia", Il Giorno, 4
ottobre 1968
"Una chiesa dedicata ai
patroni d'Italia", Corriere della
Sera, 4 ottobre 1968
"Una nuova chiesa a Milano.
Il ritorno del Terz'Ordine", di L. Castaldi, L'Oservatore Romano, 4 ottobre 1968
"Consacrata la chiesa dei Ss. Patroni d'Italia", L'Italia, 5 ottobre 1968
"Oggi viene
consacrata la chiesa dei Santi Patroni", Corriere D'Informazione, 4-5 ottobre 1968
Indirizzo:
Frati Francescani TOR
Milano
Convento – Parrocchia Ss. Patroni d'Italia
Via Arzaga,
23
20146 Milano
Tel. Fraternità 02 – 483. 026. 26
Tel. Parrocchia: 02 – 483. 028. 84