|
|
 |
|
 |
 |
 |
|
|
 |
 |
 |
(FRANCESCO) FRANCO CIARLANTINI
Politico, giornalista e scrittore . San Ginesio 1885 – Roma 1940
Nacque a San Ginesio da Girolamo e Teresa Ferroni. Fece studi per conseguire la patente di maestro elementare, ed ebbe il primo incarico a Certaldo nel 1905.
In questo primo periodo giovanile oltre all'insegnamento si dedicò attivamente alla politica, tanto che nei rapporti di polizia della Prefettura di Milano risulta tra "gli elementi più sovversivi di Certaldo".
Nel 1906 divenne segretario della sezione socialista di Certaldo. Nel frattempo si veniva affermando come influente propagandista e collaboratore di giornali della sua stessa area politica, come l'"Avanti"e "Il Cittadino". Sempre nello stesso anno fu denunciato per aver redatto e distribuito un manifesto inneggiante alla pace e all'antimilitarismo, e per aver tentato di fondare a Certaldo una sezione dell'Associazione italiana antimilitarista. La Corte di Assise di Firenze lo assolse, ma, avendo vinto il concorso per maestro comunale, si trasferì a Milano dove sposò Iliade Molinari.
Il primo periodo di Milano lo vede continuare nella sua attività di propagandista e giornalista vivace. Nel 1914 fu eletto membro effettivo del nuovo comitato direttivo della sezione socialista milanese ed entrò a far parte del comitato esecutivo della federazione provinciale di Milano del partito. In questo stesso periodo è direttore dei periodici "Il Lavoro" e "Idea Socialista".
Nel 1915, alla vigilia dell'intervento italiano, si trovò in disaccordo col partito e, spostatosi rapidamente verso posizioni interventiste, diede le dimissioni dal partito.
Nel 1916 era al fronte come soldato semplice e nel corso degli eventi bellici fu promosso ufficiale per meriti di guerra. Da questa esperienza nacque la sua prima opera letteraria, L'anima del soldato (Milano 1917), esaltazione letteraria in bilico tra retorica e propaganda.
Nel 1919 si avvicinò al nascente movimento fascista e iniziò la collaborazione al "Popolo d'Italia". Fondò a Trento il primo Istituto di propaganda italiana (Athesinum) e la libreria Dante Alighieri. Scrisse molti articoli sui problemi dell'Alto Adige, con lo scopo di "arrivare ad una definitiva penetrazione culturale e concreta degli Italiani nelle terre Altoatesine".
Nel 1923, dopo essersi iscritto al Partito Nazionale Fascista, entrò a far parte del Direttorio Nazionale e del Gran Consiglio del Fascismo, di cui, tra il '23 e il '24 diresse l'Ufficio stampa e propaganda. Venne eletto deputato nella XXVII legislatura (1924-29) e fu rinnovato diverse volte nella carica. In questa veste fu relatore di diversi disegni di legge, in particolare di quello che voleva promuovere una Biennale d'Arte a Venezia e una Quadriennale a Roma.
Franco Ciarlantini, in realtà, non fu mai un politico in senso stretto. Il suo impegno maggiore si manifestò "nell'espressione letteraria e giornalistica e nell'organizzazione di manifestazioni culturali in linea con l'ideologia del nuovo regime. Con questo ruolo trovò il suo spazio nel ventennio ed entrò in quella schiera di intellettuali che dovevano dare al fascismo la necessaria veste di serietà e di saldezza ideologica. Fu, tra l'altro, tra i principali artefici di quel Convegno per la cultura fascista che si tenne a Bologna nel 1925".
Tra il 1930 e il 1940 si dedicò alla direzione della rivista "Augustea", da lui fondata, e della "Biblioteca di cultura politica", una collana editoriale di vasta diffusione. Fu presidente della Federazione nazionale fascista dell'industria editoriale e membro del Consiglio Nazionale delle Corporazioni.
Gran parte della sua produzione letteraria è dedicata alla esaltazione del Fascismo:
"Dieci anni di Fascismo", Lanciano 1931; "Hitler e il Fascismo", Firenze 1933; "Mussolini immaginario", Milano 1933; "Il Capo e la Flotta", Milano 1935.
Altro filone della sua produzione quello che riguarda la narrativa dei suoi viaggi all'estero per missioni ufficiali ed interessi culturali:
"Africa romana", Milano 1928; "Viaggio in Argentina", Milano 1929; "Incontro con il Nord-America", Milano 1929; "Paese delle stelle. Dall'Atlantico al Pacifico", Milano 1931; "Roma-Nuova York e ritorno", Milano 1934; "Seconda guerra", Milano 1939, sulla guerra di Etiopia.
Tra le altre, innumerevoli, opere, presenti e vivi i ricordi del suo luogo natale in:
"Voci piccine e ricordi lontani", Milano 1919; "Quando tirava forte il vento", Firenze 1920
Fonti:
Dizionario Biografico degli Italiani
Giuseppe Piervenanzi, Biografia di un ginesino dimenticato, in "Il Punto", periodico di informazione scolastica, IPSIA San Ginesio, 19 maggio 1994
e
Archivio "Guglielmo Ciarlantini", San Ginesio. (Le foto che illustrano la voce "Franco Ciarlantini" vengono dall'Archivio Ciarlantini e dalla famiglia Ciarlantini)
|
| |
|
|
 |
 |
 |
|
|
 |
 |
 |
|
 |
 |
 |
 |
 |
© 2004 - 2005  |
 |
 |
| Powered by DIAL spa |
 |
 |
|