San Ginesio possiede una buona collezione di quadri e oggetti d'arte. Essi furono organizzati per la prima volta in uno spazio museale a fine Ottocento. In quell'epoca, infatti, il Comune italiano, per merito delle soppressioni operate dalle leggi del Regno d'Italia, si trovò ad ereditare gran parte delle dotazioni degli Ordini religiosi e delle Istituzioni pie locali ed ebbe la necessità di reperire un luogo idoneo a conservare il bene acquisito.
L'Amministrazione dell'epoca riunì tutto il Bene nell'ala nord dell'ex-convento francescano, proprio allora diventato sede del Palazzo del Municipio.
Successivamente, come il Fondo pergamenaceo e il Fondo diplomatico dell'Archivio storico e come la Biblioteca, anche questi beni conobbero diverse sedi. La prima fu quella dell'Istituto Magistrale, presso il Complesso agostiniano, dove quadri, statue, steli, iscrizioni e stemmi furono esposte ed implementate con grande amore e competenza da Febo Allevi. In seguito, proprio grazie ad una transazione operata dallo stesso Febo Allevi, si giunse all'acquisizione dell'ex-chiesa di S. Sebastiano. Lì venne collocato il bene, ma non tutto, per motivi di capienza. Così oggi S. Sebastiano ospita la Sezione Antica della Pinacoteca, mentre l'ala nord del palazzo municipale ospita la Sezione Moderna.
Gli scambi di dotazione tra la Sezione Antica e la Moderna sono evidenziati dal confronto tra la situazione fotografata e documentata dal Ministero per i Beni Culturali e Ambientali nel 1993 e la posizione attuale della dotazione.
Nella speranza che il patrimonio esistente sia riunito in una unica sede, ben organizzata sotto il profilo della conservazione, della tutela e della fruizione pubblica, nella guida si fornisce un elenco del bene pubblico, secondo la sua attuale dislocazione.
Pepe Ragoni |