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La Battaglia tra Ginesini e Fermani
(30 novembre 1377)
«L'anno 1377 una notte intorno alla quarta ora di notte i Fermani venendo alla nostra terra, qual si fusse la causa se ne entrarono dentro per la porta di Brusciano ed occupando il vicino colle detto di S. Giovanni, che è quasi vedetta del luogo tutto, si lancian proposito di metter ogni cosa a fiamme, e a fuoco; Ma saputosi la cosa e intesosi il rumore i Genesini alla sonna octiosi (mizzi sonnacchiosi) levandosi assalirno i nemici dispersi in qua, et in là non essendo informati delle strade; e gli cacciarno fuor della Porta insino al Piano del Sangue; poiché ivi essendo attaccata la zuffa con gli avversari fattene crudel strage a perpetua memoria di cotal avvenimento fu così nominato. Si alzò poi nel Tempio di S. Agostino il Trofeo che adesso ancora si vede con la descrittione di quel tempo nella cappella di S. Andrea, il cui soccorso confessano i Genesini più volte essergli stato di molta salute, et ogni anno pubblicamente (con grandissima solennità) si riveriscono il suo altare con ricca offerta.»
«In seculis apparuit ut in scriptis publicis a memoria patrum filiis tradita.»
(Venne riportata nella storia ufficiale perché ne fosse tramandata memoria di padre in figlio).
Dai manoscritti di Francesco Majolini (cc. 130 – 131) e di Paolo Ciampaglia (c. 189r.), entrambi traduzione del manoscritto Historiae Genesinae di Marinangelo Severini (L. VII, cc. 194v. - 195r.).
oggi
La rievocazione si svolge la sera del 31 luglio, a Porta Picena, o Porta Nuova.
Le eventuali prenotazioni per partecipare alla rappresentazione sono raccolte dal Punto Informativo Comunale, Palazzo Comunale, Via Capocastello, Tel. 0733 – 652.025.
Si tratta dell'avvenimento iconico, che celebra la virtù comunale per eccellenza di San Ginesio, e si riferisce ad un episodio della guerra tra Ginesini e Fermani, occorso nella notte del 30 novembre 1377 e immortalato per volontà della Municipalità nel celebre quadro omonimo.
La rievocazione è particolarmente suggestiva in quanto viene ricreata una fedele ambientazione tardo-medioevale nel Borgo, all'interno della Porta Picena, e gli armati delle due parti sono vestiti come i personaggi del quadro.
In questo contesto, prima della battaglia, vengono allestite botteghe, osterie e addirittura un lupanare.
Vengono riproposti gli antichi mestieri del conciaio, del tessutaio, del tintore e del forgiatore.
Intervengono cantori e giocolieri.
Giovani donzelle inanellano carole leggiadre.
Viene insomma riprodotto, per quanto possibile, un sereno momento della vita del Comune.
Ma all'improvviso l'incanto si spezza sotto il proditorio, inaspettato attacco dei Fermani.
Infatti una masnada di uomini d'armi e soldati di ventura sta attaccando a tradimento i Ginesini.
Solo una piccola fornaia si accorge del pericolo e avverte che i nemici sono penetrati in città. L'allarme salva la Comunità.
La battaglia è cruenta, ma alla fine i Ginesini hanno la meglio. Sconfiggono, mettono in fuga e inseguono i nemici e fanno molti morti sul campo, tanto che da quel momento il luogo fu chiamato Pian del Sangue.
Fonti:
Biblioteca Comunale di San Ginesio
Associazione culturale Tradizioni Storiche Ginesine
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