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Dalle testimonianze degli autori delle varie storie di San Ginesio, sappiamo che gli uomini virtuosi erano effigiati in medaglioni che si trovavano nel Palazzo Defensorale. Si sa del ritratto di Capitan Trovatello di Paolo, ancora visibile nel momento dell'abbattimento del Palazzo con la scritta e l'arma della famiglia. Probabilmente ci sarà stata l'effigie di Troilo Cerri, proclamato «padre della patria», per essersi distinto nelle ambascerie e negli incarichi politici ricoperti al più alto livello, prima di essere assassinato «ante aram», davanti all'altare, mentre ascoltava la messa nella Collegiata.
Oggi resta solo la serie degli ovali nel Refettorio, ora Aula Magna, dell'ex-convento degli Agostiniani. Questa serie di ritratti può dare, forse, un'idea di come doveva essere organizzata la galleria di quei personaggi famosi e degni di essere effigiati a futura memoria. Nell'Aula Magna troviamo il ritratto del famoso Paolo da Sanginesio, ovvero Paolo Cecapullio, che, nato da umilissime origini «in vico Celeani a 1412», come riporta il Severini, e formato alla scuola degli Agostiniani di San Ginesio, fu poi priore di due importanti conventi agostiniani a Milano (S. Marco e S. Maria Incoronata) e vescovo suffraganeo di Gabriele Sforza e dei successivi arcivescovi milanesi fino alla sua morte (1507).
Di Jacopo da Sanginesio, cioè del medico ginesino Giacomo Solleciti, archiatra dei Papi Sisto IV e Innocenzo VIII, nato a San Ginesio nel 1415, forse laureato presso l'Università di Padova, resta lo stemma gentilizio scolpito su pietra, e la bellissima tavola di S. Caterina, fatta eseguire in Roma per essere donata alla chiesa di Santa Caterina di San Ginesio, e ora conservata presso la Pinacoteca comunale.
Di Guido Gualtieri, raffinato letterato, segretario per le lettere latine di Papa Sisto V, e autore della Oppidi Sanctoginesii Descriptio del 1592, restano a San Ginesio due opuscoli celebrativi nel Fondo delle Cinquecentine della Biblioteca comunale.
Di Domenico Malpiedi, pittore nato a San Ginesio nella prima metà del secolo XVII, restano numerose opere, conservate nella Collegiata e nella Pinacoteca comunale. Si suppone che possa essere stato seguace dell'altro pittore ginesino Stefano Folchetti e, forse, allievo del Barocci e dello Zuccari.
E che dire di Giovanni Maria Biondo, giureconsulto, teologo e umanista ginesino del secolo XVI, che scrisse aggiunte allo Speculum iuris di Guglielmo Durante. Ne parla Alberico Gentili all'inizio delle Laudes Academiae Perusinae (Hanoviae 1605) in un paragrafo che, tradotto, suona così: «E partecipa anche tu, o patria Sanginesio, a queste lodi di città eccellenti; tu vedi me tuo cittadino, gettato via per terre e per mare, aver trovato finalmente dimora in questa sede tanto ricca di quiete: poiché (come mio padre fu solito dire) è certo tuo destino che i figli tuoi o ti muoiano anzitempo o perdano i loro nomi nelle malvage tenebre. A chi è ormai noto, infatti, quel tuo Giovanni Maria Biondo, che viveva nel secolo scorso e che fece molte utilissime aggiunte allo Speculator e ad altri? A chi è noto?»
E proprio perché ad altri illustri ginesini non sia riservato il destino delle tenebre, si ricordano qui di seguito il medico Matteo Gentili, padre dei giuristi Alberico e Scipione, medico, come altri della sua famiglia in alcune città del Piceno e dell'Umbria, protomedico imperiale a Lubiana, in Carniola, responsabile della comunità degli esuli presso la Chiesa italiana di Londra. Alcuni rappresentanti della famiglia Petrelli ebbero incarichi così importanti nello Stato Pontificio e presso l'Impero da reclamare un titolo di nobiltà, come risulta dagli atti del Processo Petrelli del 1630.
Altri personaggi ed altre famiglie importanti parlano ancora oggi attraverso i documenti dell'Archivio o dalle pietre tombali delle chiese di San Ginesio, notabili per aver svolto un ruolo guida nella Comunità o per aver ricoperto alte mansioni nell'apparato amministrativo e nelle gerarchie ecclesiastiche dello Stato della Chiesa. Sono i rappresentanti delle famiglie Giberti, Matteucci, Pallotta, Passeri, Leopardi, Migliorelli, Vannarelli, Cerri, Bilacqua, Petrelli, Allevi, Ragoni, Morichelli, Onori, Gentili, Barbi, Benigni, Baldoni, Tamburelli, Bruti, Bernabei, Caioti, Clementini, Flaviani, Maiani, Michelangioli, Lucci, Angerilli, Piersanti e Costantini.
Dei loro nomi e delle loro gesta è intessuta la storia di San Ginesio, quella storia che viene scritta la prima volta nel XVI secolo, su incarico della Municipalità. Risulta infatti dalle “Credenze e Riformanze” del 1541 e 1553 che i Libri delle Origini, probabilmente gli Annali che il "Cancellarius" doveva redigere ogni anno, furono affidati a Marozzo e Marinangelo Severini perché ne ricavassero una storia di San Ginesio. Marinangelo portò a compimento l'opera, le Historiae Genesinae, prima della sua morte, avvenuta intorno al 1580. Le Historiae Genesinae furono tradotte in italiano dai contemporanei Paolo Majolini e Francesco Ciampaglia. Sempre del Cinquecento, datata 1592, è la Oppidi Sanctoginesii Descriptio dell'uomo di lettere e umanista ginesino Guido Gualtieri.
Gli Atti del Processo Petrelli del 1630 descrivono la San Ginesio del tempo attraverso la penna di Amato Benigni, in parte ginesino, così come Il Segretario del Baldoni mette in evidenza le connessioni altolocate di San Ginesio con i gruppi dominanti e le istituzioni politiche ed ecclesiastiche dell'epoca.
Nel Settecento si occupano della storia di San Ginesio l'Abate Mario Mariotti, nobile ginesino, nella Descrizione della Terra di Sanginesio, e Paolo Morichelli Riccomanni nell'unico interessantissimo tomo pubblicato Della Cupramontana Ginesina. Ma il più esauriente, anche se non sempre veritiero, approfondimento della storia di San Ginesio è quello offerto dallo storico antiquario Telesforo Benigni nei due volumi della Sanginesio Illustrata ed in moltissimi contributi sparsi nei tomi delle Antichità Picene pubblicati nello stesso periodo di tempo dallo storico antiquario ed editore Giuseppe Colucci. In effetti Telesforo Benigni, come lui stesso scrive, era nato a Treia da Giuseppe Chiumenti e da Benedetta Barbi, nobile fanciulla di famiglia ginesina. Successivamente era stato adottato, insieme ai fratelli, dal canonico Giovanni Battista Benigni da Ripatransone, cittadino di San Ginesio. Il Benigni in numerose occasioni scrive sulla storia di luoghi di San Ginesio e, soprattutto, su personaggi ginesini, eminenti per ufficio o per nobiltà. Del ramo ginesino dei Marchesi Giberti e della famiglia Gentili fornisce addirittura dettagliati alberi genealogici.
Nell'Ottocento San Ginesio è raccontata, in numerose pregevoli monografie e nel volume delle Memorie, dal canonico «Mons. Giuseppe Salvi, Cameriere di Onore di S. S. Vicario Foraneo, Priore di San Gregorio Magno (San Ginesio 20 aprile 1856 - 1 agosto 1928) (A. Angerilli)».
Nel Novecento la trattazione della storia di San Ginesio è dominata da Febo Allevi. Febo Allevi esordisce a scrivere della sua Terra nel 1954 con l'opuscolo Istituzioni Culturali Ginesine e termina la sua parabola di grande scrittore, storico e saggista, con Liberty e Belle Epoque da un angolo visuale di provincia del 1997 . Tra questi due saggi, oltre alla produzione di critico della letteratura, c'è una serie di pubblicazioni scientifiche che illuminano in modo definitivo la storia di San Ginesio, spaziando dalle tracce dell'epoca romana e dell'epoca medioevale agli Ordini dei Francescani e dei Benedettini fino ai grandi personaggi di San Ginesio. Sua la geniale coniazione dello slogan, il più moderno e congeniale a San Ginesio, nel titolo del volume Il Balcone della Sibilla, tuttora testimonianza e guida di riferimento per chi vuole conoscere San Ginesio.
Significativi anche se limitati,i contributi offerti dai due lavori del medico ginesino Giuseppe A. Gentili, quello sull'Archiatra pontificio Jacopo Solleciti da Sanginesio e la trascrizione commentata dell'inedito di Giuseppe Salvi, Cinque passeggiate storiche a San Ginesio Marche, pubblicata postuma nel 1990 a cura del figlio, Marco A. Gentili. Molto importanti i contributi documentari che vengono dalle ricerche archivistiche di Anna Maria Corbo, cittadina onoraria di San Ginesio, la quale dal 1992 al 1999 ha pubblicato a sue spese una serie di interessantissime monografie sulla tradizione musicale, sugli spettacoli e sul teatro a San Ginesio dal Trecento al Novecento. Questi lavori costituiscono la documentazione di base indispensabile per qualsiasi ulteriore studio sulla tradizione musicale del maceratese. E' del 1986 una storia di San Ginesio in 2 volumi dal taglio tutto particolare, scritta e pubblicata da P. Alfonso Porzi, francescano TOR. Alcuni saggi di Luigi Maria Armellini, per diversi anni cittadino di San Ginesio e direttore della Pinacoteca Comunale, riportano alla luce le conoscenze e avanzano ipotesi di attribuzione circa alcuni beni del patrimonio artistico di San Ginesio, in particolare sulla Pieve Collegiata, sul cosiddetto “Quadro di Sant'Andrea” e sull'opera del pittore Folchetti. L'ultimo valido apporto alla conoscenza e all'approfondimento della storia di San Ginesio viene dall'illustre ginesino Adriano Angerilli con il saggio sulla Confraternita di San Tommaso e con i volumi di imminente pubblicazione sui Sindaci e sulle Amministrazioni di San Ginesio dall'Unità d'Italia al 1915.
Nella galleria dei "personaggi" di San Ginesio sembra indispensabile annoverare i CITTADINI ONORARI di San Ginesio,insigniti della cittadinanza per i meriti acquisiti nei confronti della città:
---- : "Pregevoli famiglie italiane illustri":
Pallotta di Camerino
Altieri di Roma
Orsini di Roma
Pignoni di Napoli
Capponi di Firenze
Benigni di Treia
Montechiari di Macerata (1817)
1875 (1 maggio) :
Sir Thomas Erskine Holland, Chichele Professor of International Law and Diplomacy presso l'All Souls College dell'Università di Oxford. “…perché aveva evocato la memoria di Alberico Gentili, primo apostolo della pace tra i popoli, padre del giure internazionale,…onore d'Italia, gloria massima di Sanginesio sua patria”. Insieme a Sir Holland la cittadinanza onoraria fu conferita anche al Prof. Pietro Sbarbaro, dell'Università di Macerata, e all'On. Prof. Pasquale Stanislao Mancini, Ministro dello Stato italiano e Presidente della Società di Diritto Internazionale con sede a Ginevra. Entrambi insigniti nel quadro della riscoperta gentiliana. In effetti nei carteggi si trova lo Sbarbaro chiamato “concittadino” e pertanto, in mancanza di documentazione, si deve supporre che la pratica fosse andata a buon fine. La stessa cosa non risulta per il Mancini.
1993 (7 settembre) :
Anna Maria Corbo, Sovrintendente agli Archivi della Regione Marche. Autrice di numerose pubblicazioni scientifiche sui Papi del Quattrocento e sulle carte dell'Archivio Storico Comunale di San Ginesio.
“per l'opera altamente meritoria di recupero dell'Archivio Storico svolto gratuitamente a favore del Comune di San Ginesio”... “...in segno di riconoscenza e gratitudine la città di San Ginesio...”.
2001 (4 luglio):
Valentina Vezzali, campionessa mondiale e olimpionica di fioretto individuale e a squadra.
Corrado Barazzutti, campione di tennis e singolarista della squadra italiana vincitrice della Coppa Davis 1976.
“per successi sportivi ottenuti a livello internazionale e in segno di riconoscenza e gratitudine per l'opera altamente meritoria svolta a favore della città di San Ginesio a livello sportivo, sociale e di promozione turistica” tramite il loro impegno “presso le strutture sportive del Comune di San Ginesio” come direttori dei Corsi Estivi di Scherma e di Tennis, ai quali partecipano “centinaia di adolescenti provenienti da ogni parte d'Italia e del Mondo”.
2002 (18 luglio):
Diego Panizza, Storico delle Istituzioni Politiche, Università di Padova. Autore di monografie e di saggi riguardanti la storia del pensiero politico inglese e la storia del moderno diritto delle genti.
“per il contributo straordinario alla conoscenza di Alberico Gentili e per il suo impegno generoso nella valorizzazione della tradizione storica di San Ginesio”.
2004: Tony Maurice Honoré: Regius Professor of Civil Law nell'Università di Oxford. “per la statura di protagonista di chiarissima fama della giurisprudenza a livello internazionale e per lo straordinario contributo dato nell'illustrare la figura di Alberico Gentili, sia con la profondità dei suoi studi, sia con l'avallo della sua autorità scientifica alle attività del Centro Internazionale Studi Gentiliani di San Ginesio”.
Pepe Ragoni
Fonti:
Marinangelo Severini, Historiae Genesinae, ms (ante 1580)
Alberico Gentili, Lodi delle Accademie di Perugia e di Oxford (1605), testo latino con versione italiana a cura di Giuseppe Ermini, Perugia 1968
Bernardino Baldoni, Il Segretario di Bernardino Baldoni di Sangenesi ove con breve discorso si mostrano la dignità,le conditioni, che gli convengono, e il modo, col quale dev'egli servire il Pubblico di una Città, appresso gli Heredi di Giovanni Guerigli, Venetia 1628
Paolo Morichelli Riccomanni, Della Cupramontana Ginesina, ed. a stampa (1770-77)
Telesforo Benigni, Sanginesio Illustrata, T.1-2, Fermo 1790-95
Mario Mariotti, Descrizione della Terra di Sanginesio, in Giuseppe Colucci, Antichità Picene, T. XIX. Fermo 1793
Telesforo Benigni, Stato della chiesa e confraternita de' santi Tommaso e Barnaba della terra di Sanginesio immediatamente soggetta alla sacrosanta basilica di S. Pietro in Vaticano, formato dall'abate Telesforo Benigni visitatore nel 1773, manoscritto del Fondo S. Tommaso in Biblioteca Comunale San Ginesio
Giuseppe Colucci, Antichità Picene. , Tomi III (1788); VII (1790); VIII (1790); XII (1791); XIV (1792); XV (1792); XVI (1792); XVIII (1792); XIX 81793); XXIII (1795); XXIV (1795); XXV (1795), Fermo 1788- 1795
T. Benigni, Sanginesio illustrata con antiche lapidi, ed annedoti documenti, in G. Colucci, Antichità Picene, XXIII, t. VII, Fermo 1795
Giuseppe Salvi, Memorie storiche di Sanginesio (Marche) in relazione con le terre circonvicine, Camerino 1889
Giuseppe A. Gentili, Jacopo da Sanginesio, Archijatro di Sisto IV e Innocenzo VIII. Una impossibile diagnosi e un possibile Ghirlandaio, Olschki, Firenze 1952
Giuseppe Salvi, Cinque Passeggiate Storiche a Sanginesio Marche, trascritte e commentate da Giuseppe A. Gentili, San Ginesio 1965 - 1990
Febo Allevi, Istituzioni Culturali Ginesine, Falerone 1954
Febo Allevi, Poesia delle rovine, Roma 1956
Febo Allevi, Il Balcone della Sibilla, Milano 1960
Febo Allevi, Lungo il torrente Entogge, Macerata 1975
F. Allevi, Una processione ginesina per il giubileo del 1600, in Atti del Convegno Centro Studi Storici Maceratesi, 11, Macerata 1977.
Febo Allevi, Francescani e Penitenti a San Ginesio nei secoli XIII e XIV, in Analecta TOR 15/135, Roma 1982
Febo Allevi, Guido Gualtieri «literarum apostolicarum abreviator» e storico di Sisto V, in Studia Picena, Loreto-Ancona 1986
Febo Allevi, Ancora fra oracoli e sibille dell'Appennino piceno, in Atti Convegno Centro Studi Storici Maceratesi -20- , Macerata 1987
Febo Allevi, Ancora lungo il Fiastra con altre voci lontane, in Atti Convegno Centro Studi Storici Maceratesi -23- , Macerata 1987
Febo Allevi, Paolo Morichelli Riccomanni nella “querelle” sui “Cuprenses cognomina montani”, in Atti e Memorie 93 (1988) a cura della Deputazione storia patria per le Marche, Ancona 1989
Febo Allevi,Liberty e Belle Epoque da un angolo visuale di provincia, in Convegno Centro Studi Storici Maceratesi -31- , Macerata 1997
Bandino Giacomo Zenobi, Ceti e Potere nella Marca Pontificia. Formazione e organizzazione della piccola nobiltà tra '500 e '700, in «Saggi / 155», Il Mulino, Bologna 1976
Alfonso Porzi, San Ginesio: terrazza delle Marche: potente castello medioevale piceno, Vol. 2, Monte San Giusto 1986
Anna Maria Corbo, Le Cinquecentine della Biblioteca Comunale, San Ginesio 1992
Anna Maria Corbo, San Ginesio e la tradizione musicale maceratese tra la fine del ‘300 e l'inizio del ‘500: giullari, suonatori e strumenti musicali, San Ginesio 1992
Anna Maria Corbo, Suonatori, cantarini e strumenti musicali nel ‘500 in San Ginesio e nel maceratese, San Ginesio 1993
Anna Maria Corbo, Inaugurazione dell'Archivio Storico Comunale, San Ginesio, 1993
Anna Maria Corbo, Il monumento ad Alberico Gentili, San Ginesio 1994
Anna Maria Corbo, Spettacoli e teatro in San Ginesio dal secolo XIV al ‘900, San Ginesio 1995
Anna Maria Corbo, Spettacoli in San Ginesio dal secolo XIV al ‘900, San Ginesio 1995
Anna Maria Corbo, Bande musicali nel Risorgimento. La Filarmonica di San Ginesio nel maceratese, San Ginesio 1996
Luigi Maria Armellini, L'immagine di S. Ginesio martire in una formella, due sigilli ed un rame, prefazione di F. Allevi, San Ginesio 1989
Luigi Maria Armellini, Stefano Folchetii, il suo momento, la sua pittura, in Atti Convegno Centro Studi Storici Maceratesi -23- , Macerata 1987
Luigi Maria Armellini, Tracce d'arte medievale in alcuni ospedali di San Ginesio,in Atti Convegno Centro Studi Storici Maceratesi -26- , Macerata 1992
Luigi Maria Armellini, La Pieve Collegiata di San Ginesio: guida storico-artistica, San Ginesio 1994
Luigi Maria Armellini, Il quadro di S. Andrea: una battaglia in una tavola ginesina del sec. XV, saggio storico introduttivo di F. Allevi, San Ginesio 1994
Luigi Maria Armellini, Arti e mestieri ginesini antichi con le immagini dei loro Santi patroni, San Ginesio 1995
Luigi Maria Armellini, Il Crocifisso dei trecento esuli ginesini, San Ginesio 1996
Luigi Maria Armellini, La chiesa ginesina di S. Maria in Selva, San Ginesio 1997
Adriano Angerilli, Una confraternita nei secoli. I Sacconi di San Ginesio nelle Marche. Note storiche dal 1338 al 1800, in La Confraternita di San Tommaso. I Sacconi di San Ginesio, San Ginesio 2004.
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